COSA SI INTENDE PER RIFIUTO?

Le più recenti direttive comunitarie definiscono rifiuto “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi” (art. 3 della direttiva 2008/98/Ce del 19 novembre 2008). Al di la della definizione giuridica che è stata ed è oggetto di discussione, ciò che possiamo generalmente definire come rifiuto sono tutti i residui della produzione e del consumo che si presentano in forma solida, liquida (se raccolti in un contenitore rigido) e di fanghi.
I rifiuti da un punto di vista normativo si distinguono poi in rifiuti urbani e rifiuti speciali che a loro volta si dividono in rifiuti pericolosi e non pericolosi. I rifiuti solidi urbani (RSU) sono quelli prodotti dalle famiglie, dalle attività commerciali (alberghi, bar, ristoranti, uffici, negozi, supermercati, ecc.), da enti quali ospedali, carceri, caserme, scuole. Essi si distinguono in rifiuti ordinari, pericolosi (pile, batterie, farmaci, lampade al neon, ecc.), e ingombranti (mobili, elettrodomestici, arredi, sanitari, ecc.).

I rifiuti speciali sono invece tutti i residui derivanti da attività produttive suddivisi per  tipologie tra cui: rifiuti che per caratteristiche di non pericolosità sono smaltiti come RSU (fanghi di depurazione civile; rifiuti ospedalieri non assimilabili; autodemolizioni; inerti di origine industriale e civile; rifiuti speciali non tossici e nocivi). I rifiuti speciali pericolosi sono quelli che contengono sostanze tossiche in misura superiore alle soglie indicate dalla legge. Non rientrano nella normativa sui rifiuti quelli nucleari che sono regolamentati a parte.

  • Ogni attività, qualunque sia il settore in cui opera e qualsiasi siano le sue dimensioni, si trova ogni giorno a dover smaltire due tipologie di rifiuti:
    rifiuti assimilabili agli urbani, prodotti in aree non destinate ad attività produttiva (come i rifiuti delle aree di ristoro quali bicchieri del caffè, bottigliette, etc.).
  • rifiuti speciali, ovvero i rifiuti derivanti dalla propria attività. Spesso questi rifiuti sono pericolosi, poiché contengono sostanze capaci di causare danni all’uomo o all’ambiente.
rifiutispeciali

Mentre i rifiuti urbani possono essere affidati al servizio pubblico di raccolta secondo il regolamento comunale vigente, lo smaltimento dei rifiuti speciali, per legge, deve essere affidato a società di trasporto iscritte all’Albo Gestori Ambientali, affinché conferiscano il rifiuto a centri di recupero o smaltimento autorizzati.
Pratiche di gestione “fai da te” come il conferimento presso l’isola ecologica comunale o l’abbandono all’interno dei cassonetti, possono essere soggetto di contestazioni da parte delle autorità competenti.

Se butti un rifiuto speciale nella spazzatura:

  • non sei a norma di legge e sei a rischio sanzioni
  • rischi di inquinare l’ambiente
  • non hai una prova di smaltimento del rifiuto

Se lo affidi ad una società di smaltimento:

  • rispetti la legge con pochi accorgimenti
  • non inquini l’ambiente
  • hai una prova ufficiale di smaltimento da presentare a fronte di qualsiasi controllo

LE SANZIONI IN CUI PUOI INCORRERE SE NON RISPETTI LA LEGGE:

La normativa prevede pesanti sanzioni a seguito di violazioni riguardanti l’abbandono di rifiuti ed il trasporto privo di documenti obbligatori.

  • Multe da 1.600,00 a 9.300,00 euro per trasporto non accompagnato da un formulario di identificazione dei rifiuti, o per trasporto con formulario incompleto o riportante dati inesatti;
  • Arresto del legale rappresentante fino a 2 anni per trasporto di un rifiuto pericoloso non accompagnato da formulario di identificazione dei rifiuti;
  • Multe da 2.600 a 26.000 euro (in alternativa, reclusione da 3 mesi ad 1 anno) per abbandono o deposito non controllato di un rifiuto non pericoloso;
  • Multe da 2.600 a 26.000 euro (in alternativa, reclusione da 6 mesi a 2 anni) per abbandono o deposito non controllato di un rifiuto pericoloso.

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La principale normativa di riferimento è il Decreto legislativo 152 del 3 Aprile 2006, che ha l’obiettivo di ottimizzare la gestione dei rifiuti definendo obblighi ed oneri di tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti stessi. Leggi la normativa.

Attenzione: se la tua azienda ricade negli obblighi di tenuta del registro di carico/scarico e produzione annuale del MUD, compila il form di richiesta informazioni (nel campo “sei interessato a” indica il settore Ambiente): possiamo offrirti dei servizi aggiuntivi per sollevarti da qualsiasi preoccupazione!