SEMPLIFICAZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI NEI CENTRI ESTETICI E PARRUCCHIERI

In questi ultimi periodi alcune aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti, sono state poco chiare rispetto alla definizione di rifiuti speciali a danno delle categorie dei centri estetici e parrucchieri, facendo credere che quasi la totalità dei rifiuti prodotti dovessero essere classificati come pericolosi. In realtà non è propriamente vero, nel senso che batuffoli di cotone, lenzuoli in carta per il lettini e strisce per le cerette non sono affatto rifiuti pericolosi.

Rientrano invece nella classificazione di rifiuti pericolosi da smaltire, quelli elencati nell’allegato D alla parte quarta del D.lgs 152/06 ed in maniera chiara ed esaustiva nella recente legge 214/2011 art. 40 comma 8 “Riduzione degli adempimenti delle imprese” facente parte del decreto cosiddetto “Salva Italia”.

Precisamente vengono identificati con: codice CER 180103 (Codice Europeo dei Rifiuti)  i rifiuti speciali pericolosi a rischio infettivo che sono esclusivamente: aghi, siringhe, lame, vetri, lancette, pungi dito, testine di rasoi e bisturi monouso e CER 150110 imballaggi vuoti contenenti residui pericolosi (lacche, tinte, ecc.).

Solo l’imprenditore che produca tali rifiuti è obbligato a seguire l’iter per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi.

Il Decreto Salva Italia del 2016 ha previsto un sistema di semplificazione anche in materia di smaltimento dei rifiuti per i centri estetici, acconciatore, tatuaggio che producono i suddetti rifiuti pericolosi e a rischio infettivo. Tali rifiuti si smaltiscono avvalendosi dell’ausilio di aziende specializzate e autorizzate al trasporto smaltimento dei rifiuti pericolosi.

Non c’è più l’obbligo di registrazione sul registro di carico e scarico dei rifiuti ma rimane l’obbligo della sola compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei Formulari di trasporto.

Tali Formulari (da vidimare presso la Camera di Commercio) sono gestiti e conservati con modalità idonee all’effettuazione dei relativi controlli così come previsti dal D.Lgs 152/2006 e la conservazione deve avvenire presso la sede dei soggetti esercenti le attività.