Sicuro di aver effettuato la verifica periodica di messa a terra dell’impianto elettrico sul luogo di lavoro?

Su tutti i luoghi di lavoro il datore di lavoro è tenuto a richiedere la verifica periodica degli impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche ogni 5 anni.

Validità temporale della verifica.

Abbiamo accennato alla verifica periodica degli impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, che deve essere effettuata ogni cinque anni, ad eccezione delle installazioni nei cantieri, nei locali ad uso medico e in tutti gli ambienti a maggior rischio di incendio. In questi ultimi casi infatti è richiesta una verifica biennale.

La legge di riferimento per la classificazione degli impianti è il DPR 462/01

La mancata effettuazione delle verifiche di legge è un’ inosservanza che viene contestata al datore di lavoro da parte di INAIL, Ispettorato del Lavoro, ecc. in fase di attività di vigilanza. Il datore di lavoro pertanto deve essere in possesso del verbale di verifica rilasciato dall’Organismo di Ispezione per poterlo esibire in occasione di controlli da parte degli Enti preposti.

Le sanzioni previste in caso di mancata ottemperanza agli obblighi di legge previsti dal DPR 462/01 sono:

  • Arresto sino a tre mesi o ammenda da € 258,23 a € 1.032,91.
  • Arresto da tre a sei mesi o ammenda da € 1.549,37 a € 4.131,66, in caso di applicabilità dell’art. 32, 35 del DLgs 626/94.

Tali sanzioni, essendo di carattere penale, si applicano a tutte le persone dell’azienda responsabili penalmente (per es. tutti i soci delle s.n.c., tutti i soci accomandatari delle s.a.s. e l’amministratore delle s.r.l.).